Malattia da Graffio di Gatto nell’Uomo

Malattia graffio di gatto nell'uomo
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Conosciuta scientificamente con il nome di Bartonellosi, la malattia da graffio di gatto nell’uomo è legata alla presenza di uno specifico microorganismo chiamato Bartonella Henselae di tipo II.

Questa non è particolarmente pericolosa ma, al contrario della FeLV, è una delle malattie trasmissibili da gatti all’uomo.

La bartonellosi nel gatto

I gatti selvatici, molto più di quelli domestici, possono contrarre questa malattia in seguito al contatto con zecche o pulci già infette.

Riconoscerla è difficile perché la bartonellosi è asintomatica e può durare anche molto tempo all’interno dell’organismo del gatto. L’unica eccezione è rappresentata dal caso in cui questa colpisca le cavità orali poiché determina il sanguinamento e la nascita di patologie dentali e gengivali dovute alla pulizia che il gatto fa leccandosi zone infette ed artigli.

La malattia da graffio di gatto nell’uomo: i sintomi

L’uomo può contrarre questa malattia attraverso un graffio o un morso del gatto infetto.

I sintomi della malattia da graffio di gatto nell’uomo non sono immediatamente visibili perché questa ha in media 12 giorni di incubazione (possono variare tra 2 e 21) ed è solo dopo 3 o 10 giorni che si iniziano a vedere la comparsa delle prime vescicole nella zona in cui è avvenuto il graffio.

Queste hanno un diametro di 3 – 5 millimetri, presentano croste e possono facilmente evolversi in pustole ma solitamente guariscono dopo pochi giorni.

In una minima parte dei casi la lesione può manifestarsi negli occhi a causa di uno sfregamento di questi con mani infette.

I sintomi veri e propri compaiono dopo 2 – 4 settimane ed attaccano i linfonodi localizzati solitamente in zona ascellare, sottomandibolare, laterocervicale, inguinale o femorale a seconda di dove è avvenuto il graffio. Questi si ingrossano e possonono formare delle vere e proprie fistole che tendono a regredire spontaneamente in 2 -6 mesi.

Le complicazioni della malattia da graffio di gatto nell’uomo

La malattia da graffio del gatto nell’uomo è innocua nella maggior parte dei casi ma diventa importante quando interessa milza, fegato o il sistema nervoso centrale di pazienti con poche difese immunitarie.

Questa può causare peliosi epatica, angiomatosi bacillare, batteriemie, malattia granulomatosa epatosplenica, meningite asettica e endocarditi.

Come riconoscere la malattia

La bartonellosi può essere riconosciuta attraverso vari esami clinici.

Test sierologico

Nel caso in cui si contrae la malattia da graffio del gatto nell’uomo il test sierologico è uno dei metodi migliori da utilizzare perché può questa può essere facilmente riconosciuta con l’anticorpale del siero positivo.

Biopsia

La biopsia tissutale è in grado di riconoscere i frammenti di DNA appartenenti anche a microorganismi non vitali, presenti in una minima parte. Così facendo non si è solo in grado di identificare la bartonella ma anche il tipo di microorganismo specifico.

La cura

Nel caso di forme lievi la malattia da graffio del gatto nell’uomo scompare da sola; nei casi più complicate occorre invece affidarsi agli antibiotici. Nei pazienti immunocompressi questi vengono utilizzati per evitare la diffusione della malattia ed alleviare il dolore. La terapia solitamente dura 1 – 2 settimana ma si può arrivare anche a 6 settimane nelle forme più complicate.

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