[GUIDA COMPLETA] – La Gravidanza nel Gatto!

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo !

La Gravidanza nel Gatto: Tutto quello che devi Sapere!

Fin dall’antichità, le nostre famiglie sono state accompagnate da creature a quattro zampe, inizialmente accolte per essere addomesticate a svolgere piccoli compiti, successivamente allevate come membri di famiglia.

Tra le specie di animali domestici più diffuse, un posto d’onore è sicuramente occupato dal gatto.

Esso appartiene alla classe dei felini (sottoclasse della più ampia famiglia dei felidi), di cui fanno parte anche specie maestose come il ghepardo, la lince e il puma.

Nel corso dei secoli, questo elegante animale ha sviluppato un rapporto con gli uomini controverso: divinizzato in tempi più antichi, è stato poi vittima nel periodo medioevale di persecuzioni e torture dovute all’accusa di complicità nella stregoneria. Fortunatamente rivalutato, ad oggi il gatto risulta una delle specie che vivono nelle case di milioni di famiglie come animale da compagnia.

Affascinante ed enigmatico nel suo atteggiamento, dedito e in sintonia con i famigliari umani, la sua figura misteriosa ha un significato ben preciso. Non è tutto semplice credenza il fatto che abbia delle capacità extrasensoriali: sembra che avverta davvero l’imminente verificarsi di particolari eventi come temporali e terremoti; inoltre a livello più spirituale si afferma che essi siano in grado di avvertire presenze sconosciute ai nostri sensi.

Queste creature sono inoltre dei perfetti atleti: grazie ad un corpo slanciato, zampe posteriori muscolose e un incredibile senso dell’equilibrio, sono capaci di arrampicarsi lungo superfici verticali, spiccare grandi salti e camminare lungo percorsi stretti posti a notevole altezza senza risentire delle vertigini.

In virtù di tali abilità e della loro peculiare struttura corporea, riescono a saltare da una discreta altezza fino al suolo atterrando tranquillamente; da qui i detti secondo cui “i gatti atterrano sempre in piedi” oppure la leggenda per la quale “avrebbero sette vite”.

Possiedono caratteristiche notevoli anche per quanto riguarda vista ed udito. Sono tutti requisiti propri di un cacciatore, infatti il gatto in natura è proprio questo: un mammifero carnivoro che si nutre di prede.

Come tutti i mammiferi, per avere dei gattini, gli esemplari femmina li porteranno in grembo per un certo periodo, generalmente variabile tra i 58 e i 67 giorni. L’accoppiamento con il gatto maschio, il quale, a partire dai 7/12 mesi di età, risulta praticamente sempre pronto, avviene esclusivamente quando la femmina è in calore.

Per lei la maturità sessuale viene raggiunta tra i 6 e i 10 mesi e l’attività riproduttiva è normalmente connessa al ciclo delle stagioni: la sua disponibilità si ha per lo più nelle stagioni primaverili, fino alla fine dell’estate.

Una volta avvenuta la fecondazione, per le prime due settimane le “conseguenze” saranno poco visibili, bisognerà quindi prestare attenzione ai segnali: come avviene per le umane, anche le gatte i questi giorni potrebbero soffrire di nausea, rigurgiti ed inappetenza; potrebbero essere irrequiete, espellere piccole quantità di sangue, ansimare, leccarsi e fare le fusa molto più del solito.

Con una visita dal veterinario, egli sarà in grado, dopo essere trascorsi almeno 15 giorni, di stabilire lo stato interessante attraverso un’ecografia: sarà possibile così osservare i feti ed occorrerà attendere un’ulteriore settimana per ascoltare i battiti dei cuori.

Come per tutte le madri in attesa, le cure verso la gatta durante questo periodo avranno bisogno di particolari accortezze: dovrà nutrirsi con pasti equilibrati e più abbondanti, con un apporto minore di carboidrati e superiore di proteine per aiutare la crescita dei piccoli. Occorrerà assicurarsi che il peso della futura madre sia ideale durante tutto il periodo della gestazione: gli eccessi di grasso potrebbero infatti causare problemi durante la fuoriuscita dei gattini.

Sarà inoltre opportuno evitare somministrazioni di medicinali, soprattutto antiparassitari.

Dopo circa 40 giorni sarà possibile osservare lo scheletro dei gattini attraverso i raggi X, ma si tratta di un’operazione sconsigliata, se non in caso di necessità, dato che in questo modo si esporrebbero madre e piccoli a dannose radiazioni.

Si potrà comunque stabilire il numero dei gattini attraverso una semplice ecografia.

È importante nel corso della gestazione essere minuziosi nella tolettatura: bisognerà infatti spazzolare la gatta tutti i giorni per evitare di farle ingerire troppo pelo quando tenderà a leccarsi scongiurando possibili problemi all’intestino.

Durante l’ultima settimana della gravidanza, i cambiamenti nel corpo della gatta saranno più evidenti: si osserverà un ingrossamento ed un colorito più rosso delle mammelle, significativo aumento di peso e gonfiore concentrato nella parte addominale.

La mamma inoltre perderà appetito, mostrerà sintomi di spossatezza, sarà più irrequieta e cercherà un luogo appartato dove far nascere i cuccioli; in questa fase è quindi importante evitare che la gatta esca di casa per non rischiare che scelga un luogo all’esterno; è preferibile preparare una cuccia e fare in modo che la prediliga rispetto alle altre zone dell’abitazione.

Possibilmente dovrà trattarsi di una cassettina con i bordi abbastanza altri per far si che, una volta nati, i piccoli non si allontanino. Giunto il momento del parto, esso durerà dalle 12 alle 24 h, tempo in cui sarà meglio non interferire (a meno che non si osservino complicazioni) dato che la gatta se disturbata potrebbe interrompersi fin quando non si sentirà nuovamente calma.

In assenza di problemi, tutto avverrà naturalmente, infatti le madri sono perfettamente in grado di partorire senza l’intervento umano: alla nascita di ogni piccolo, la gatta emetterà acuti miagolii, poi, nella maggior parte dei casi pulirà il figlio leccandolo, recidendo il cordone ombelicale ed ingoiando la placenta che risulta per il suo organismo molto nutriente.

La gestazione ed il parto sono comunque delle esperienze estremamente delicate, per cui potrebbero presentarsi difficoltà o complicazioni.

La più comune è la distocia, cioè l’impossibilità dei piccoli di attraversare il canale uterino dovuta alle dimensioni eccessive delle loro teste.

Tra i segnali di allarme vi è l’eventuale fuoriuscita di liquido marrone e maleodorante durante il parto: esso potrebbe indicare un’infezione dell’utero oppure la presenza di un gattino morto al suo interno.

Esiste anche la probabilità che la gatta abbia la febbre durante il parto. Questo potrebbe causarle infezioni, specialmente se impiegherà troppo tempo per far nascere tutti i gattini.

Il ritmo del parto non è uguale per tutte le gatte: ce ne sono alcune che mettono al mondo i piccoli uno di seguito all’altro ed altre che tra la nascita di due cuccioli fanno trascorrere un certo tempo; se questo periodo sarà eccessivo (intorno ed oltre le 4 ore) indicherà problemi.

Se durante il parto si verificherà l’espulsione di un’abbondante quantità di sangue ci si troverà di fronte ad un’emorragia che potrebbe essere causata dalla rottura dell’utero.

Bisognerà prestare particolare attenzione anche al comportamento della madre: se apparirà spossata e abbattuta potrebbe essere ammalata oppure avere un’emorragia interna.

In tutte queste situazioni sarà indispensabile portare la gatta dal veterinario, il quale si attiverà per aiutarla a partorire e per risolvere eventuali problemi.

Generalmente al termine di una gravidanza nascono tra i 2 e gli 8 gattini.

Nel momento della nascita, fino ad alcuni giorni dopo, i piccoli saranno completamente ciechi e sordi e godranno solamente di olfatto e tatto per individuare la madre. Quest’ultima sarà l’unica fonte di sostentamento.

Nel primo mese trascorrerà la maggior pare del tempo ad allattarli, poi in seguito alla comparsa dei dentini, la gatta tenderà a non volerlo più fare a causa del dolore provocato dai morsi. Avrà così inizio lo svezzamento e la nuova vita vera e propria.

I gatti domestici sono caratterizzati da tantissimi aspetti differenti. Innanzitutto è possibile classificarli in 4 grandi macro-categorie:
* a pelo lungo;
* a pelo semi lungo;
* a pelo corto;
* senza pelo.

In realtà prestando attenzione ai dettagli, si identificano ben 57 razze riconosciute, di cui in una stessa razza possono essere presenti decine di varianti.

Di tutte le razze possiamo considerare le prime 10 più diffuse al mondo.

Il più comune è il gatto Persiano, dolce e affettuoso, caratterizzato da un pelo molto lungo, anche più della media. Il corpo è massiccio e muscoloso con zampe corte e tozze.

Altra razza molto diffusa, originaria del Nord America è il Maine Coon, intelligente e pacato, a pelo semi lungo; è caratterizzato dal fatto di essere un gatto dalle dimensioni notevoli per la sua specie: l’esemplare maschio può arrivare anche ai 14 kg.

L’Exotic Shorthair, diffuso principalmente in Nord America ma molto presente anche altrove, è fedele e giocherellone. Si tratta di una razza creata volutamente dall’uomo incrociando il Persiano e l’American Shorthair, ottenendo un animale dal pelo più corto e gestibile rispetto a quello del Persiano.

Il gatto Abissino è concentrato anch’esso soprattutto negli Stati Uniti, nonostante la sua origine sia in Etiopia. È caratterizzato da pelo molto corto, un corpo sottile e agile, pesa appena 4 kg ed ha una coda lunga e affusolata. Presenta un carattere furbo ed è molto iperattivo.

Il gatto Siamese fa parte delle cosiddette “razze pregiate”, di origine Thailandese ma diffuso in tutto il mondo, ha un corpo longilineo ed elegante, la caratteristica testa di forma triangolare e gli occhi azzurri e a mandorla. Ha un carattere vivace e comunicativo.

Il Ragdoll, anch’esso pregiato, molto presente in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, è caratterizzato da un pelo setoso ed un corpo muscoloso e massiccio. Ha un temperamento molto docile e tranquillo.

Lo Sphynx, particolarmente richiesto negli Stati Uniti, ha orecchie ed occhi molto grandi e risulta essere un esemplare delicato non avendo pelo per motivi genetici. Ha un carattere amichevole, allegro ed è molto intelligente.

Il gatto Birmano, diffuso in tutto il mondo, è massiccio con grandi occhi blu. È molto adatto per stare in famiglia essendo socievole ed affettuoso sia con gli esseri umani che con altri animali.

L’American Shorthair, presente soprattutto negli Stati Uniti, dove registra la sua origine, è un gatto a pelo corto, riflessivo, pacato e adatto alle famiglie.

Infine, il gatto Orientale, è caratterizzato da occhi a mandorla e grandi orecchie a punta, ha il pelo corto in alcune varianti e lungo in altre; il corpo è snello ed elegante. I gatti di questa razza hanno un carattere forte e determinato.

Sono queste solo alcune delle bellissime razze che fanno parte di questa fantastica specie di felini.

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo !
Curiosità, Razze