Si, anche i gatti devono fare la toelettatura

La toelettatura si fa anche ai gatti?

Spesso si pensa che solo i cani abbiano bisogno di essere lavati, in realtà, non c’è credenza più sbagliata. Sebbene i gatti passino molto tempo a lisciarsi il mantello e siano solitamente più puliti dei cani, anche loro, indipendentemente dalla lunghezza del loro pelo, hanno bisogno della toelettatura.

Perché è necessaria?

  • Avere un gatto accoccolato sopra di sé è piacevole (soprattutto d’inverno), ma il suo pelo può trasportare pulci, zecche o altre malattie prese all’esterno della casa e trasmettervele;
  • permette di rimuovere il pelo morto durante i periodi di muta;
  • elimina lo sporco raccolto durante le sue passeggiate;
  • aiuta a ridurre la quantità di pelo ingeribile dal gatto durante la sua pulizia (normalmente viene ingoiato circa 2/3 del pelo perso), diminuendo così la possibilità di creare palle di pelo che producono conati di vomito e gastriti.

Strumenti per la toelettatura?

I gatti, ad eccezione di alcune particolari razze, non amano l’acqua.

Per combattere questa paura ed aumentare la loro confidenza con essa, è necessario iniziare a lavarli fin da piccoli con una frequenza che varia dal tipo di mantello, dal colore, dalla stagione o dalla partecipazione a concorsi di bellezza.

I gatti a pelo corto dovrebbero essere lavati una volta a settimana, quellli a pelo semi-lungo due volte a settimana, e quelli a pelo lungo tutti i giorni.

Per la toelettatura è necessario:Per la toelettatura prova un centro specializzato o da solo

  • Shampoo specifico per colore e tipo di pelo del gatto;
  • Bacinella (riempita con 10-15 cm di acqua tiepida);
  • Asciugamano;
  • Spazzola a setole morbide;
  • Pettine a denti stretti;
  • Phon.

Se non hai tempo o hai paura di non fare un ottimo lavoro, puoi semplicemente andare in un centro toelettatura specializzato.

In ogni modo, se vuoi cimentarti nella toelettatura da solo segui questa procedura.

Procedura per la Toelettatura

Durante lo shampoo dovete fare attenzione a strofinare bene alcune zone particolarmente delicate come le orecchie, gli arti posteriori ed anteriori e l’addome, in cui nodi e matasse sono molto frequenti.

Una volta completata la prima fase dovete prima eliminare l’acqua in eccesso con un asciugamano, poi accendere il phon senza puntarlo inizialmente verso il gatto (così facendo si abituerà al suo rumore).

Se non gli piace il calore diretto, tranquilli c’è un’altra possibilità:

mettetelo nel trasportino a griglia e asciugatelo dall’esterno della gabbia.

Se il vostro gatto non sopporta proprio il contatto con l’acqua potete ricorrere allo shampoo a secco, facendo ugualmente attenzione a scegliere quello adeguato al suo pelo.

Lo shampoo deve essere distribuito delicatamente sul pelo del gatto, asciugato con un panno umido, spazzolato e pettinato.

La spazzola morbida serve per rimuovere il pelo morto, il pettine a denti stretti invece, usato contropelo, serve ad eliminare i parassiti.

Nello spazzolamento dovete comportarvi in modo differente a seconda della lunghezza del mantello del vostro gatto:

  • se il pelo corto iniziate a spazzolare dalla parte frontale verso la schiena;
  • se il pelo lungo partite dalla coda e procedete in senso orizzontale, dividendo il mantello in due parti.
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